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  Fai a Pezzi la Fame Nervosa  
  Writer : Silvia Nava – Redazione Miadieta.it  
  [ 21-09-2007 ]  
 

Per il cervello è come una droga. Secondo gli studiosi del Department of Energy's Brookhaven National Laboratory di New York, la fame nervosa abita negli stessi circuiti che si accendono nei tossicodipendenti in astinenza da droga

Ad agire sono la corteccia orbito-frontale e lo striato, oltre a un centro fortemente legato ai ricordi emotivi, l'ippocampo, lo stesso che stimola il desiderio nei tossicodipendenti, rievocando ricordi legati a precedenti esperienze con la droga.

La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), rappresenta una pietra miliare nello studio dei disordini alimentari legati alla fame nervosa.

Per la prima volta, infatti, è stato svelato il mistero riguardo alle basi neurali che generano l’ormai noto impulso ad ingurgitare tutto quello che ci capita sottomano, nascondendo sotto la voglia vorace di cibo il desiderio di lenire i dispiaceri e placare le emozioni.

Abbuffarsi oltre misura, anche quando la sensazione di fame reale è sparita da un pezzo, rappresenta una delle cause più comuni di sovrappeso e obesità.

Alla base di tutto c’è un malfunzionamento del sistema di risposta dello stomaco ai segnali di fame inviati dal cervello. In altre parole, particolari stati emotivi o bisogni irrazionali producono un “finto” appetito, che a sua volta alimenta un circolo vizioso difficile da spezzare: siamo tristi perché siamo troppo grassi, mangiamo per divorare la tristezza e diventiamo ancora più grassi.

Secondo gli esperti, il problema della fame nervosa sta raggiungendo una diffusione tale da poter essere annoverato tra i disturbi alimentari veri e propri, insieme all’anoressia e alla bulimia.

Ma guarire è possibile. Come in tutti i casi di disturbi originati da disagi psicologici, la soluzione migliore è parlarne, confrontarsi, senza nascondere o peggio tentare di rimuovere il problema.

Un aiuto concreto in questo senso arriva dal Club di Miadieta, una vera e propria “terapia di gruppo” in cui si possono incontrare persone pronte a comprendere senza giudicare, ma soprattutto a fornire quella motivazione a resistere che è la chiave del successo nella lotta alla fame nervosa.

Il senso del supporto fornito dal Club sta tutto in questo breve dialogo. «Ci sono alcuni giorni, come oggi, in cui non so perchè, mi viene voglia di mangiare di più – scrive Robi - e infatti così ho fatto: ho mangiato di più, e ora mi sento anche in colpa, ma intanto l'ho già fatto. Ma voi come fate a resistere? Che cosa pensate per convincervi di non mangiare tanto?»

 
     
   
   
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