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  Dimagrire con il bisturi? Solo se serve davvero  
  Writer : Silvia Nava - Redazione Miadieta.it  
  [ 30-05-2007 ]  
 

Gli interventi per favorire il dimagrimento sono ormai una pratica consolidata, ma attenzione: si tratta di operazioni complesse a cui sottoporsi solo in caso di reale necessità, e che non vanno prese alla leggera come "scorciatoia" per eliminare i chili di troppo.



Per comprendere pienamente queste restrizioni, è importante capire in cosa consistono esattamente questi interventi. La prima grossa distinzione è quella tra chirurgia bariatrica e chirurgia plastica.

La prima ha lo scopo di ridurre l'assunzione di cibo tramite la diminuzione della capacità gastrica (interventi di restrizione) o riducendo l'assorbimento dei cibi da parte dell'intestino (interventi malassorbitivi).

La seconda, invece, agisce a livello dei tessuti, rimuovendo gli accumuli adiposi o migliorando i danni lasciati dall'obesità e dal dimagrimento.



Appare quindi chiaro che la chirurgia plastica ha uno scopo prevalentemente estetico, mentre quella bariatrica viene utilizzata per curare l'obesità e aiutare le persone realmente obese a perdere peso.



Esistono diverse metodiche applicabili a questo scopo. La più diffusa è quella del bendaggio gastrico regolabile, che si esegue in laparoscopia (cioè operando dall'interno). Intorno alla parte alta dello stomaco viene posizionato un nastro di silicone biocompatibile, che, creando un serbatoio di volume ridotto consente di diminuire notevolmente il volume dei pasti e di aumentare l'intervallo di tempo tra essi.



La gastroplastica verticale, invece, riduce la tasca gastrica in una diversa sezione, mediante un tubo in propilene, sfruttando lo stesso principio anatomo-fisiologico della costrizione.



Esistono anche degli interventi ad azione gastrorestrittiva temporanea non chirurgica: si tratta del B.I.B. System, l'inserimento nello stomaco, per via endoscopica, di un palloncino in silicone riempito di liquido, e della sua variante riempita ad aria, l'Heliosphere bag.



Entrambi i metodi, che permettono ai pazienti di seguire un regime alimentare ipocalorico senza sentire lo stimolo della fame, sono meno invasivi di quelli chirurgici, ma non vanno assolutamente considerati come un'alternativa alla dieta e al movimento.

La Food and Drugs Administration statunitense (FDA) ha recentemente indicato, attraverso delle linee guida specifiche, che l'intervento chirurgico va preso in considerazione solo ed esclusivamente se si possiedono le seguenti caratteristiche:

BMI> 35 (BMI >30 se associato a patologie che trarrebbero beneficio del calo ponderale)

Età compresa tra 18 e 65 anni

Obesità diagnosticata da almeno 5 anni.

Pregressi tentativi di dieta falliti negli ultimi 3 anni

 
     
   
   
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