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  La Dieta delle Star di Hollywood  
  Writer : Silvia Nava - Redazione Miadieta.it  
  [ 12-04-2006 ]  
 

La Dieta Zona (40-30-30) è uno dei regimi alimentari più conosciuti e discussi degli ultimi anni, con migliaia di "adepti" nel mondo dello spettacolo e non solo.

Ma come funziona esattamente, e per chi è indicata? Cerchiamo insieme di saperne di più.



Il concetto di Zona, come spiega il suo ideatore Barry Sears, indica una «magica ma reale condizione in cui l'organismo lavora al suo massimo picco di efficienza, rendendo il corpo forte e infaticabile e la mente sciolta e rilassata, permettendo un calo di peso indolore e automatico».

Non si tratta di un fatto mistico, ma di una condizione concreta raggiungibile da chiunque con il più potente farmaco a nostra disposizione: il cibo.



Per raggiungere la Zona, cioè la fase in cui gli ormoni stimolati dall'alimentazione come l'insulina si trovano in perfetto equilibrio e non generano scompensi responsabili dell'ingrassamento, è necessario seguire un piano alimentare ben preciso, che si basa principalmente sulla distribuzione delle proteine.

Secondo Sears, infatti, l'alimentazione tradizionale seguita dalla maggior parte delle persone presenta un forte sbilanciamento in favore dei carboidrati, che risulterebbero così responsabili di incontrollati aumenti di peso.

La Zona, quindi, riduce la percentuale di carboidrati complessi come pasta e pane e aumenta quella giornaliera di proteine, fino a raggiungere il corretto rapporto dello 0,75 circa, cioè 4 grammi di proteine ogni 3 grammi di carboidrati.

Per rendere più facile il calcolo delle proteine necessarie in ogni pasto, Sears ha ideato la misurazione "a blocchetti": ogni blocchetto contiene invariabilmente 7 g di proteine, e può essere composto da numerosi alimenti, per esempio 30 g di carne di pollo, manzo o tacchino, 45 g di pesce o formaggio molle, 85 g di tofu o 2 albumi d'uovo.

Anche i carboidrati sono suddivisi in blocchetti: ognuno ne contiene 9 grammi, e può essere composto da verdura, frutta o cereali.

Naturalmente le quantità di cibo, riassunte in specifiche tabelle, variano molto in base al loro contenuto di carboidrati: lo stesso blocchetto può essere composto da 400 grammi di insalata, 90 di mele o 14 di pane!

I grassi meritano un discorso a parte, perché, secondo Sears, «per bruciare il grasso ci vuole altro grasso». Nel meccanismo di produzione di insulina che è alla base dell'ingrassamento, infatti, i grassi alimentari non hanno alcun peso, e inoltre stimolano il cervello a produrre un ormone, la colecistochina, che elimina il senso di fame.

Nella Zona, quindi, i grassi sono ammessi, anche se in quantità controllate: un blocchetto ne contiene 1,5 grammi, e può essere composto, ad esempio, da 6 mandorle, 6 pistacchi o 6 grammi di maionese light.

Una volta imparato a individuare i blocchetti, non resta che "comporli" per dare origine ai pasti.

Nella dieta Zona essi si suddividono in 5 momenti: una colazione da 4 blocchetti di proteine, carboidrati e grassi, un pranzo con le stesse proporzioni, uno spuntino pomeridiano da 1 blocchetto per ciascun elemento, una cena da 4 e poi di nuovo uno spuntino serale da 1. I pasti non devono mai essere distanziati più di 5 ore, in modo da mantenere gli ormoni ai livelli più appropriati per tutta la giornata.

Tradotto in termini più concreti, un ipotetico menù giornaliero con la dieta Zona risulterebbe più o meno come questo:

 
     
   
   
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