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  Ogm nel Piatto: è davvero Allarme?  
  Writer : Silvia Nava - Redazione Miadieta.it  
  [ 20-06-2007 ]  
 

D'ora in poi anche i prodotti biologici potranno contenere tracce significative di organismi geneticamente modificati, i "famigerati" Ogm.

Lo hanno deciso mercoledì, 13 giugno, i ministri dell'Agricoltura dell'Unione europea, portando da 0,1 a 0,9 per cento la soglia di contaminazione accidentale consentita per l'etichettatura "bio".



La decisione ha scatenato polemiche e reazioni indignate soprattutto da parte dei Paesi contrari all'approvazione di tale regolamento, ovvero Polonia, Belgio, Grecia, Ungheria e, naturalmente, Italia.

Il Belpaese, infatti, è il quarto produttore mondiale di prodotti biologici, e il primo nella UE, con un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio. Secondo una stima di Coldiretti, nei primi sei mesi del 2007 i consumi familiari di alimenti biologici nel nostro Paese sono aumentati di ben il 10 per cento, con valori record per i prodotti per l'infanzia, riso e pasta. (Panel Ismea - Ac Nielsen).



La preoccupazione per il provvedimento varato dai ministri europei riguarda quindi due fronti: il primo è quello del danno economico legato alla probabile diminuzione delle esportazioni dei prodotti bio; il secondo - e non certo trascurabile - è quello dei danni che un incremento di Ogm negli alimenti biologici potrebbe produrre sulla salute.



Ma quali sono i rischi reali legati all'assunzione di alimenti con tracce di organismi geneticamente modificati?

«Esistono preoccupazioni circa la potenziale allergenicità di tali prodotti e, più in generale, circa le conseguenze immunologiche derivanti dal loro consumo - spiega una nota dell'Inran, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione - Inoltre viene preso in considerazione il rischio che l'utilizzo di OGM contenenti geni di resistenza ad antibiotici faccia sì che questi, una volta ingeriti con gli alimenti, possano andare a trasformare i batteri del tratto gastrointestinale, rendendo inefficace l'azione terapeutica degli antibiotici stessi. Non vi sono al momento studi che possano confermare o smentire un possibile pericolo per la salute dei consumatori, ma è opportuno essere cauti».



Senza voler creare eccessivi allarmismi, l'indicazione alla cautela resta comunque d'obbligo: manipolare geneticamente un organismo vuol dire passare ad esso una molecola di DNA che gli permette di produrre una proteina che prima non era in grado di fabbricare. Data la recente acquisizione di tali tecnologie, non è possibile valutare nel lungo periodo come queste sostanze possano agire sul nostro organismo.



Un'indagine conoscitiva sulla Sicurezza Alimentare, realizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e presentata alla Camera dei Deputati il 13 maggio del 2000, ipotizzava la necessità di un periodo di osservazione di dieci anni o più.

« Il controllo degli effetti di alimenti Ogm sulla salute umana è forte - si leggeva nel rapporto - ma per conoscere gli effetti negativi sulla salute occorrerà aspettare più di 10 anni: tutti sanno che molte neoplasie hanno una lunga incubazione e che gli effetti a carico del genoma richiedono molto tempo».



Se è plausibile pensare di poter avere maggiore chiarezza entro i prossimi cinque anni, resta il problema che, di fatto, questa modifica dell'etichettatura dei prodotti bio mette in discussione il diritto dei consumatori europei a poter scegliere di acquistare alimenti

 
     
   
   
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