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  Proteggiti con la Dieta Anti-influenza  
  Writer : Silvia Nava - Redazione Miadieta.it  
  [ 11-01-2006 ]  
 

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Ormai ci siamo. Complici le temperature rigide, gennaio è considerato dagli esperti il picco massimo di diffusione dell'influenza e delle sindromi parainfluenzali, che questo anno minacciano di mettere a letto circa 10 milioni di italiani con febbre, tosse e dolori muscolari.



Per riuscire a respingere gli attacchi dei virus, che con il freddo caricano "a mille" le loro batterie, bisogna prepararsi per tempo: non solo con il vaccino antinfluenzale, ma anche con un'alimentazione adeguata.



Qual è, allora, il modello di alimentazione più adeguato per combattere il freddo e le sindromi influenzali? A spiegarlo è Giorgio Calabrese, docente di scienze dell'alimentazione all'Università Cattolica di Piacenza e commissario dell'Authority Europea per la sicurezza alimentare.



I cibi più adatti a questo scopo sono quelli ricchi di beta-carotene, un precursore della vitamina A appartenente alla famiglia dei carotenoidi.

I carotenoidi, infatti, oltre a stimolare un'azione anticorpale più imponente, svolgono funzioni protettive sul timo, una ghiandola che si trova sotto la tiroide e che, se funziona regolarmente, produce molti linfociti T, detti anche "Killer", che abbattono tutti gli agenti infiammatori e infettivi. Nel frattempo il timo secerne anche tre sostanze ormonali preziose per la difesa dell'organismo: timopoietina, timosina e "fattore timico del siero".

Carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli e cime di rapa sono ricchi di beta-carotene, e quindi devono essere considerati gli alimenti base della Dieta anti-Influenza.



Ma è importante anche introdurre tanta vitamina C, contenuta in grandi quantità in agrumi, pomodori, kiwi, ananas, frutti di bosco, broccoli, cavolfiori, prezzemolo peperoni.



Infine, non si deve tralasciare la preziosa vitamina E contenuta nel germe di grano, nella mandorle, nelle nocciole e in abbondanza nelle patate, nei semi di girasole secchi, nell'olio extravergine di oliva e nell'olio di semi.



Sempre secondo il professor Calabrese, nella dieta anti-freddo e anti-influenza possono trovare spazio anche i cosiddetti "rimedi della nonna" rubati alla tradizione popolare.

Il vin brulè, ad esempio, può essere davvero utile per scaldarsi in montagna o quando si deve stare molto tempo all'aperto, ma va consumato con moderazione: durante la cottura la maggior parte dell'alcol evapora, ma il complesso idroalcolico che resta può risultare poco digeribile, e alla lunga provocare fastidiose gastriti.

La stessa attenzione va riservata agli alcolici tipici dell'inverno come whiskey, cognac, amari, grappe e altri distillati: in un primo momento regalano una piacevole sensazione di calore, ma l'azione vasodilatatrice dell'alcol porta in poco tempo ad un rapido quanto pericoloso raffreddamento.

 
     
   
   
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